Il Rosso di Roma via Expo alla conquista del mondo
di Emanuele Schipilliti
Dopo le manifestazioni che si sono tenute ad Olevano Romano, il progetto "Rosso di Roma" è arrivato anche nella Capitale e sarà a Milano a fine ottobre. L'iniziativa, finanziata dal comune di Olevano e da Arsial, è rivolta alla promozione del territorio e del suo vino, il Cesanese Presso l'auditorium dell'Ara Pacis, il 19 ottobre si è tenuta la presentazione del progetto con relativa degustazione insieme alla promozione del territorio di Olevano Romano come "Luogo della Qualità Enogastrononica" nella campagna laziale, elencata a sua volta nella mappa delle eccellenze del Lazio per Expo Milano 2015. Protagonista della serata è stata la tradizione vinicola di questo territorio passata attraverso l'esperienza delle cantine sociali e la costituzione negli anni '70 della Doc Cesanese di Olevano. In questa zona molti sono i produttori che hanno intrapreso un percorso di qualità e promozione a tutela di tutto l'areale riunendosi nel 2009 nelle Strade del Vino di "Olevano terre del Cesanese". All'evento dell'Ara Pacis, insieme al vino, è stato possibile non solo assaporare alcune delle nuove produzioni agroalimentari sostenibili della zona, come quelle dei salumi tipici di cui ricordiamo la Ventricina olevanese, ma anche conoscere la ristorazione di alta qualità.

Il nome della manifestazione "Rosso di Roma" celebra il Cesanese di Olevano, ottenuto dal vitigno autoctono più antico del Lazio ed è storicamente il vino rosso di Roma come risulta già dall'antica classificazione fatta da Plinio il Giovane e Columella, che l'inseriva tra le alveole coltivate tra i colli Albani e il fiume Aniene a 50 km a sud-est di Roma. È il caso di ricordare che il Comune di Olevano Romano, che promuove il progetto "Rosso di Roma" è un borgo medievale di rara bellezza e suggestione grazie anche alla famiglia patrizia dei Colonna che ne fece un luogo d'arte e cultura ampiamente raffigurato e amato e che ospita ricchezze paesaggistiche già note agli artisti del Gran Tour fin dalla fine del '700. Alla manifestazione ha partecipato Piero Riccardi già autore, produttore televisivo e giornalista collaboratore di Report che, insieme alla compagna Lorella Reale, curano la cantina biologica e biodinamica "Riccardi Reale" firmando due versioni diverse del Cesanese di Olevano: vini che sono pura espressione del legame tra il vitigno cesanese, le terre rosse vulcaniche e quelle di arenaria bianca che compongono i terreni della loro tenuta. L'attenzione di Piero Riccardi alla biodiversità è stata fonte di ispirazione del libro-inchiesta edito da Ecra "Riprendiamoci il cibo". Dopo aver curato reportage e inchieste per la tv sul tema dell'agricoltura, dei cambiamenti climatici e della sostenibilità ambientale, in questo volume Riccardi con un linguaggio chiaro e moderno approfondisce i tanti aspetti che oggi sono legati al cibo sia dal punto di vista produttivo che culturale. Una riflessione a scena aperta su cosa sia il cibo, la nutrizione e il valore della natura svelando abitudini, problemi e proposte che coinvolgono gli addetti ai lavori dal contadino e l'agricoltore agli agronomi e scienziati del settore. Un lavoro serio dove emerge il

gusto di mettersi in gioco scommettendo su un nuovo concetto di ricchezza, di economia, di qualità e tutela dell'ambiente. E questo gusto e questa sfida trovano concretezza in tutte le manifestazioni che come quella del "Rosso di Roma" perseguono l'intento di ri-avvicinare le grandi città alle loro campagne, riscoprendo con allegria e gioia il piacere della terra e delle sue espressioni agroalimentari,storiche e artistiche. Per i più curiosi è stato possibile assistere e degustare i prodotti del territorio di Olevano domenica 25 ottobre alle ore 18.00 presso il Castello Colonna ad Olevano Romano dove, per l'occasione, c'è stato il concerto "Barocco Veneziano" eseguito dall'Ensemble strumentale della Cappella Ludovicea di Roma.

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