Vetralla, dagli uliveti alla Festa dell’Olio: l’oro verde è il tesoro del cuore della Tuscia
di Francesca Spanò
Un prodotto speciale che racchiude un universo, l’olio, e che trova la sua massima espressione nel Lazio tra gli uliveti a perdita d’occhio della Tuscia. A Vetralla, in particolare. Nelle olive, sapientemente lavorate all’interno dei frantoi dove il mestiere viene tramandato da generazioni, ci sono odori e sapori unici e in tutto 4 DOP, di cui due nel viterbese. La prima è quella di Canino, che ha ricevuto il prestigioso riconoscimento nel 1998 e l’extra vergine si ottiene dalle qualità Canino, leccino, Morraiolo, Frantoio e Pendolino, con un colore verde intenso smeraldo e il sapore fruttato. Il DOP Tuscia, è stato riconosciuto tra i migliori in Italia nel 2006, ha un sapore piccante ma meno deciso del primo e nasce principalmente da terreni vulcanici. Tuttavia ne esistono diverse tipologie, a seconda dalla zona da cui arriva con Vetralla al centro e pronta a diventare a breve il centro dell’olio Tuscia DOP.
 
 

L’olio extravergine d’oliva della Tuscia: un prodotto d’eccellenza dalla lunga storia

L’albero di ulivo ha qualcosa di leggendario ed è stato confermato che già ottomila anni fa veniva coltivato in Medio Oriente, a cominciare da Siria e Creta.

L’olivo una pianta sacra

Lo era considerato nell’antichità, ma ancora oggi è un bene davvero prezioso che, insieme al vino, ha impieghi molteplici, non solo in cucina. La produzione dell’olio è eccellente non soltanto per la fertilità del terreno ma per una serie di caratteristiche che vanno dalla potatura a mano, all‘assenza di prodotti chimici e al conferimento rapido al frantoio per la spremitura. La sicurezza e la qualità dell’olio della Tuscia sono garantite anche dal Marchio collettivo Tuscia Viterbese, il marchio di garanzia, assegnato dalla Camera di Commercio di Viterbo alle aziende che seguono dei rigorosissimi standard di qualità. Sono moltissimi i frantoi della Tuscia che praticano l’estrazione a freddo con moderne macchine. In tal modo si mantiene alto il valore nutrizionale del prodotto e restano inalterati gli antiossidanti naturali, in grado di combattere tra gli altri il colesterolo.

Vetralla

Nei secoli è diventata da centro etrusco a romano, fino a insediamento dei barbari. Gli uliveti ne hanno sempre rappresentato una delle peculiarità con i Fenici che diffusero le coltivazioni dal Mediterraneo, all’Africa al Sud Europa. E, ancora, di olive si occuparono i Greci e, infine, i Romani che le produssero ovunque. Si dice, addirittura, che qualche volta chiedessero di pagare in olio i tributi dovuti alle loro casse dai territori conquistati. Si parlava di olio inoltre negli scritti famosi, non ultimo nei poemi omerici dove era usato nel settore della cosmetica. Chi si ferma in zona, può assaggiare comunque pure dei deliziosi ortaggi di stagione e delle carni bovine di prima qualità.

La Festa dell’olio di Vetralla e le prossime iniziative

L’evento, giunto alla sua sedicesima edizione, si è concluso anche stavolta ma non per questo si è chiuso il sipario su un luogo che vive una rinascita totale a livello turistico. Il titolo della kermesse è stato Si V’olio, a festeggiare l’olio novello con workshop a tema e il tour dei migliori locali della zona. La vera novità è stata “Vituscia Si V’olio”, una iniziativa promo commerciale curata dal Centro Assistenza Tecnica Sviluppo Imprese della Confesercenti di Viterbo, durante la quale gli operatori professionali italiani ed esteri si sono confrontati sul tema. Vetralla, intanto, è pronta ad essere considerata la vera città dell'olio ed è in programma la possibilità di piantare un albero di olivo nella rotonda all'entrata del paese, sulla Cassia, per indicare al turista di passaggio di essere giunto in una zona dove l'enogastronomia tocca punte di superba eccellenza. 

I Benefici dell’olio

Le prove scientifiche sui suoi benefici sul corpo umano non mancano. Gli studi affermano, infatti, che il consumo costante ci protegge dai radicali liberi e dall'invecchiamento e, tra gli innumerevoli  effetti, contribuisce a eliminare le sostanze che favoriscono la proliferazione dei tumori.

I numeri del viterbese

Nonostante quest’anno la stagione sia stata complessa in tutta la Tuscia, la zona del viterbese resta comunque importante nel settore oleario nazionale. Vanta, infatti, oltre ventimila ettari di oliveti, pari al 6,9 per cento della superficie agricola provinciale e al 18,9 per cento della superficie ad oliveti del Lazio.
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