Visitare il Castello d'If, la prigione del conte di Montecristo
di Francesca Spanò
La nave che si allontana dal Vieux Port di Marsiglia permette ai passeggeri di vedere tutte le sfumature che il sole crea sull’acqua, mentre ci si avvicina a una fortezza mitica. L’arrivo a le Chateau d’If regala un salto nel tempo e nello spazio verso una dimensione irreale e, toccata terra, diversi gabbiani si mettono in mostra come paladini a difesa di un’affascinante costruzione. Intorno silenzi e panorami desolati, in un fazzoletto di terra che ispirò Alexandre Dumas. Lo stesso che con il suo romanzo, il Conte di Montecristo, lo ha reso famoso.
 
 

Chateau d’If: la storia
 
La sua realizzazione risale al periodo di Francesco I e si calcola che i lavori iniziarono nel 1527, ma il castello è balzato agli onori delle cronache del tempo soprattutto nel XVII secolo, quando è diventato una prigione. Chi si trova in visita a Marsiglia può organizzare questa escursione di poche ore prendendo dal porto le navette, dirette più volte al giorno verso l’arcipelago della Frioul. All'attracco ecco lo spettacolo superbo di un gigante di pietra che si trova in un punto strategico, perché da sempre sorge lungo le principali rotte di navigazione ed è probabile, per tal motivo, che facesse parte di un progetto di controllo delle coste.
 
Una prigione da visitare

Ancora oggi ci si può aggirare tra inquietanti stanze simili a dei loculi, alcune con “vista”. Tutte effettivamente hanno ospitato dei malviventi o presunti tali. Al Castello d’If arrivarono per primi due pescatori marsigliesi, mentre gli ultimi sono stati dei prigionieri della guerra civile in Alsazia e Lorena, ai primi del Novecento. Visitare il castello è un’esperienza quasi surreale, a cominciare dal piano terra dove si notano subito le celle peggiori. Non avevano finestre e le condizioni igieniche erano discutibili. Chi aveva la sfortuna di soggiornarvi viveva meno di un anno. Diverso il discorso per quelle del primo piano, per le quali si pagava una quota mensile con un differente trattamento.
 
Prigionieri famosi: reali e immaginari….
 
Tra le sue mura si sono aggirati diversi personaggi noti della realtà e della fantasia letteraria. Al Castello d’If arrivarono tra gli altri, Jean-Baptiste Chataud, comandante della nave Gran-Saint-Antoine per aver portato (probabilmente) la peste a Marsiglia, Fanny Dillon moglie del generale Henri Gatien Bertrand e due protagonisti del genio creativo de Il Conte di Montecristo. Si trattava di Edmond Dantès e l’abate Faria.
 
Eventi storici all’interno del castello

 
Per volere di Napoleone, qui fu temporaneamente sistemata la tomba di Jean- Baptiste Kléber, mentre durante la Rivoluzione Francese le Chateau d’If ha ospitato ben 120 prigionieri. Numero che poi è aumentato, portandone 320 nelle sue carceri dopo il colpo di stato del 2 dicembre del 1851 da parte di Napoleone III. Nel 1915 però le cose cambiarono improvvisamente. Oggi il castello è un museo e un faro.

Le navette per il tour

Per questa speciale visita, il servizio passeggeri è garantito ogni giorno, con la vendita dei biglietti al vecchio porto nell’apposito sportello. Ogni partenza, però, può essere variata a seconda delle condizioni meteo e la durata della tratta è di una ventina di minuti. Il biglietto, non comprende l’ingresso a le Chateau d’If (che di solito il lunedì è chiuso). 
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Le Chateau d'If a Marsiglia: la fortezza diventata famosa grazie al conte di Montecristo
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