Il fascino irreale dell'isola Skellig Michael conquista Guerre stellari: ecco il rifugio irlandese di Luke Skywalker
di Sabrina Quartieri
Skellig Michael (foto di Turismo Irlandese)
Mille anni fa era il santuario di un gruppo di monaci. Oggi l’isola, dopo aver entusiasmato cast e spettatori, ha raggiunto la fama internazionale. Molto tempo fa, prima che Skellig Michael desse il benvenuto a Star Wars, un gruppo di monaci devoti rese questo angolo d’Irlanda in mezzo all’oceano il suo santuario. Da allora, sono dovuti passare mille lunghi anni prima che, in uno dei suoi fantastici viaggi attraverso infinite galassie, la spettacolare saga di Guerre stellari scegliesse, come ultimo approdo, l’isola Patrimonio Mondiale Unesco al largo della spettacolare Wild Atlantic Way.

Una stella dell’Atlantico che accende l’immaginazione di chi la visita, raccontando un’incredibile storia di resistenza, sopravvivenza e misticismo. Se il luogo può apparire persino irreale, il motivo è semplice: lo è. Non stupisce, quindi, che nel 2014 sia stato scelto dal regista J.J. Abrams per girare le ultime scene del settimo capitolo di Star Wars, entusiasmando poi i milioni di spettatori presenti alla proiezione de “Il Risveglio della Forza”. Skellig Michael e Little Skellig sono rinomate per essere un luogo unico e speciale. 

Quando la scrittrice del New York Times Lucinda Hahn le ha visitate grazie al barcaiolo locale Declan O'Driscoll, è riuscita facilmente ad immaginare "Luke Skywalker in una delle fredde e umide celle ad alveare, accovacciato come i monaci centinaia di secoli prima, abbandonato sull'isola con i suoi demoni”. Racconta al giornale americano lo stesso O’Driscoll: “Un gruppo di noi barcaioli era qui intorno (a Skellig Michael), quando Mark Hamill (Luke Skywalker) ci ha chiesto se potevamo dargli qualche consiglio per salire i gradini. Gli abbiamo detto di regolare il passo e non guardare mai giù”. Stagliandosi in modo surreale sull'Atlantico, questa roccia frastagliata convinse i monaci che la abitavano a scolpire centinaia di gradini di pietra per raggiungere la vetta, dove fondarono un monastero isolato. Le Skellig sono presenti nelle antiche leggende irlandesi e sono state visitate persino dai vichinghi. Solo nel 2014, però, queste cime remote hanno dato il benvenuto al più strano dei visitatori, uno dei maggiori fenomeni cinematografici di tutti i tempi. Secondo un locale, Vincent O’Keeffe, "qui si è svolta la maggior parte dell'azione. I fan si divertirebbero un mondo nel constatare quanto sia piccolo questo luogo e quanto sia stato strano per noi veder finire qui un film importante come Star Wars”. 

Durante i giorni delle riprese, intanto, la cittadina sulla costa di Portmagee è diventata il luogo in cui il volto dello Jedi Skywalker ha imparato a spillare una pinta, sotto l'occhio attento di Ciaran Kelly di The Bridge Bar. Lo stesso locale in cui si è svolto il party conclusivo di Guerre stellari, con gli attori Daisy Ridley (nel film, Rey) e Mark Hamill che si sono uniti agli abitanti del posto (e a pochi turisti fortunati) per una session di musica tradizionale. E sempre a Portmagee, il cast e la troupe hanno assaporato il delizioso cibo servito al The Moorings. Per dire arrivederci agli eroi della saga, “l’ultimo giorno abbiamo suonato la musica di Star Wars con l'altoparlante della nave”, racconta il comandante Ken Minehan. Persino la Marina irlandese ha partecipato all'evento intergalattico: Minehan e il suo equipaggio hanno raggiunto Skellig Michael per soccorrere chi si trovava sull’isola in pessime condizioni climatiche. 

Di ritorno verso la costa, Mark Hamill, J.J. Abrams e Daisy Ridley sono stati coccolati con tè e biscottini. D’altronde, anche i membri dell’equipaggio, secondo il comandante della nave, sono "fan sfegatati" della saga. Durante la permanenza in Irlanda, Daisy Ridley e Mark Hamill hanno soggiornato nel grazioso villaggio di Waterville, al Butler Arms Hotel: "È stato straordinario averli qui", racconta Louise Huggard, dell’albergo. "Il posto li ha conquistati e il tempo è stato fantastico”. Il cordiale benvenuto del Kerry ha significato molto per gli attori Ridley e Hamill, che hanno lasciato un biglietto di ringraziamento al Butler Arms, dicendo di essersi "sentiti a casa”. Ma anche gli incredibili panorami della contea hanno fatto la loro parte. "Daisy mi ha telefonato dopo essere partita" racconta Louise Huggard dell'albergo. "Voleva che le scattassi delle foto della vista dalla sua camera”, ha aggiunto. Una splendida parte di Kerry da tenere a casa con lei.

Skellig Michael è accessibile, tempo permettendo, solo in barca. Oggi l’isola è abitata soltanto da colonie di uccelli. Le millenarie celle ad alveare appartenute ai monaci sono state restaurate e possono essere visitate da maggio a settembre, prenotando con un certo anticipo. Naturalmente, non dimenticate di indossare un paio di scarpe resistenti. Salendo i 600 scalini che conducono al villaggio monastico, si raggiunge un punto panoramico con una vista mozzafiato. L’escursione fino alla cima, a circa 218 metri, è sconsigliata a chi soffre di vertigini e a persone con mobilità ridotta. Affrontare questa sfida con l’altezza, per chi se la sente, è un’esperienza che regala la sensazione di assoluta serenità, in un luogo distante anni luce dal mondo moderno, che combina natura e mistero. Inoltre, la contea di Kerry è una delle tre riserve mondiali del “Gold Tier International Dark Sky”: da questo angolo d’Irlanda si possono ammirare, senza l’ausilio di strumenti astronomici, i cieli illuminati dalla Via Lattea, la Galassia Andromeda, gli scintillanti ammassi stellari e le nebulose più belle dell’Universo. Come poteva un simile luogo lasciar indifferenti gli eroi di Star Wars?

























 
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