Boom di turisti cinesi: 129 milioni nel mondo, 1,5 solo in Italia
Tutto ricomincia da dove Marco Polo partì per il suo lungo viaggio sulla via della Seta. Oggi a Venezia, alla vigilia dell'inaugurazione dell'anno del turismo Europa-Cina, il Vecchio Continente accoglie il grande Paese d'Oriente rappresentato da cariche istituzionali e imprenditori incantandolo con la bellezza di Rialto e con il panorama mozzafiato della terrazza del Fondaco dei tedeschi. E infine in serata con uno spettacolo alla Fenice alla presenza del «padrone di casa», il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, la commissaria europea Elzbieta Bienkowska, il vice ministro al Turismo cinese Du Jiang, il sottosegretario al Turismo Dorina Bianchi, il presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti.

L'Europa non può perdere la partita del turismo cinese, un «dragone» che nel 2017 ha mosso 129 milioni di turisti nel mondo per un valore economico che ha superato i 110 miliardi di dollari. E che promette di crescere fino a 700 milioni spalmati nell'arco dei prossimi 5 anni. La richiesta di viaggi in Europa - come mostrano i dati ufficiali presentati da Dai Bin, presidente di China Tourism Association - è elevata: 12 milioni di viaggiatori nel 2016 (ma supereranno i 20 milioni nei prossimi 5 anni) di cui quasi un milione e mezzo in Italia.

Per fare un confronto, in Nord America sono stati registrati 3,1 milioni di viaggi. Ma i passi da fare sono ancora tanti a cominciare dall'ostacolo linguistico e dalle difficoltà burocratiche (le difficoltà riguardo ai visti e il fatto che meno del 9% della popolazione ha il passaporto) fino alle limitazioni sui pagamenti elettronici e la diffidenza sulla sicurezza della persona. «L'Europa - spiega Eduardo Santander, direttore dell'European Travel Commission - deve assolutamente essere competitiva in Cina non solo per il gran numero di turisti ma anche perché si tratta di big spender che arrivano in periodi per noi di bassa o media stagione (ad esempio durante il loro Capodanno o in autunno).

Dobbiamo proporre più viaggi transnazionali, tematici ed esperienziali. E poi è urgente migliorare come wi-fi (sono fortemente digitalizzati), metodi di pagamento (pagano tutto tramite telefono e noi non siamo adeguati) e frequenza delle linee aeree magari sfruttando aeroporti »minori«. Le grandi catene alberghiere e di ristoranti sono più avanti ma dobbiamo aiutare anche i piccoli e medi imprenditori che costituiscono l'85% delle aziende turistiche europee.

Inoltre i viaggiatori cinesi, seppur mediamente giovani, amano i viaggi di gruppo e familiari quindi capita spesso che ci siano persone anziane o con difficoltà motorie». «Su incarico del governo cinese - spiega Jacopo Sertoli, Presidente di Welcome Chinese - il nostro compito è quello di aiutare e guidare le imprese europee del turismo al fine di soddisfare le necessità del nuovo profilo di turista cinese che negli ultimi dieci anni si è evoluto tantissimo e, al contempo, favorire accordi con gli operatori cinesi». «Comunicazione e cooperazione - conclude Tom Jenkins, Ceo European Tourism Association - sono gli strumenti che permetteranno alla Cina e all'Europa di adempiere al loro potenziale di migliori partner turistici del XXI secolo».
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