La Barbera cambia look e si abbina al merluzzo
di Alessandra Iannello
Uno dei vini più antichi e tradizionali del panorama italiano si reinventa. Ebbene sì, la Barbera abbandona il suo colore rosso rubino per vestirsi di rosa. Ma le novità non finiscono qui, infatti oltre che in versione rosé, il vino piemontese si presenta al pubblico anche in veste di spumante. Lo spumante è nato da quattro amici che, invece di trovarsi al bar, si incontrano in cantina ad Agliano Terme (Asti) per creare il primo spumante alla Barbera d’Asti. Il marchio con cui viene commercializzato è “Quattro”, in onore al loro numero e alla loro collaborazione. Lo spumante, combinazione di 40% di Barbera, 40% di Pinot nero e 20% di Chardonnay, è un metodo classico, ovvero fermentato in vasca (lavorazione più costosa e più lunga) da cui si ottiene un prodotto finito ogni 3 anni (di cui 24 mesi di permanenza sui lieviti). La produzione è di poche migliaia di bottiglie e ha un buon riscontro anche in Italia. Fra i produttori aglianesi, il Barbera viene usato anche per produrre vini rosati o in purezza (100% barbera) oppure assemblato con piccole quantità di Dolcetto, Grignolino o Freisa per smussare il nerbo acido tipico del vino Barbera. Ad Agliano sono una decina circa i produttori di rosati a base Barbera per un totale di qualche decina di migliaia di bottiglie. I mercati in questo caso sono quelli del Nord Europa, Germania, Svizzera e Stati Uniti.
 
 


Ad Agliano la Barbera viene spesso proposto in abbinamento con piatti a base di merluzzo. Questa usanza, che è culminata in un Festival che si tiene ogni 2 anni e che richiama nel paesino dell’astigiano delegazioni e amatori dal Nord Europa e in particolare dalla Norvegia, affonda le radici nella tradizione. Infatti passava di qui la strada che, dai porti liguri, portava lo stoccafisso nei mercati di tutta Italia. Così, da sempre, sulle tavole aviglianesi uno dei protagonisti è il merluzzo sotto sale che veniva cucinato, e accompagnato, dalla Barbera. Durante il Barbera Fish Festival (organizzato da organizzata da Barbera Agliano, l’associazione che riunisce i produttori e le attività del paese in collaborazione con il Norwegian Seafood Council) sono stati elaborati piatti a base di stoccafisso e baccalà di Norvegia. Molto apprezzato il piatto ideato da Sven Erik Renaa (stella Michelin del ristorante Re-naa a Stavanger, in Norvegia): baccalà Norvegese “confit” con funghi e crema di topinanbur ma anche il tortino di baccalà con guazzetto ai capperi (preparato dalla Scuola Alberghiera di Agliano), gli agnolotti di stoccafisso e patate (della Macelleria Salumeria Ponzo) e il piatto tipico della tradizione norvegese, il Rakfisk, a base di trota salata e fermentata (proposto dalla Locanda San Giacomo). A chiudere le degustazioni sorbetto (Caffè delle Terme) e torta (Pasticceria Renzo) alla Berbera.

Un’altra novità della manifestazione aglianese è stato il Nizza Docg, una nuova denominazione nata nel 2014 che si commercializza da poco più di un anno e punta a diventare il top della Barbera. Il disciplinare prevede che si possa produrre in 18 dei quasi 200 comuni della provincia di Asti dove si produce la Barbera. Fra i 18 comuni, Agliano Terme è uno di quelli più vocati e dove attualmente una decina di aziende vitivinicole ha iniziato a produrre il Nizza. La produzione del Nizza Docg ad Agliano si attesta attorno alle 20mila bottiglie ma sono numeri in evoluzione perché è tutto all'inizio e sicuramente sono cifre destinate a crescere. I mercati di commercializzazione sono soprattutto esteri e vanno dal Nord Europa alla Germania, dalla Svizzera agli Stati Uniti. Anche molti produttori di prestigio, che non hanno sede ad Agliano, hanno deciso di investire sul Nizza e hanno vigne nel territorio del Paese (tra i più noti Bersano e Vietti). Il Nizza Docg è fatto con il 100% di uve Barbera e prevede un invecchiamento totale di 22 mesi di cui almeno 6 in legno.
 
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