Domani per la prima volta aperta al pubblico Villa Borromeo, sede dell'ambasciata italiana presso il Vaticano
di Franca Giansoldati
Città del Vaticano Per la prima volta domani, 19 ottobre, l’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede aprirà al pubblico le storiche sale di Palazzo Borromeo, un tempo dimora rinascimentale della corte di Pio IV e oggi cuore delle relazioni tra Italia e Vaticano e dove, in buona sostanza, si misurano le distanze o le consonanze tra le due rive del Tevere. Il percorso della visita prevista per domani (interamente gratuita) oltre ai giardini e al cortile con la fontana alimentata dall’acquedotto dell’Acqua Vergine, comprenderà la cappella consacrata da Papa Paolo VI a San Carlo Borromeo e i salotti di rappresentanza, il salone degli arazzi, quello delle bandiere o i salottini contenenti opere pittoriche rinascimentali di inestimabile valore. La decisione di aprire le porte al pubblico di questo gioiello architettonico si deve al nuovo ambasciatore Pietro Sebastiani.

Palazzo Borromeo, situato sulla via Flaminia, divenne sede dell’Ambasciata a partire dal 1929, dopo la stipula dei Patti Lateranensi. Fu costruito nel XVI secolo per volontà di Pio IV, al secolo Gian Angelo Medici, uno dei tanti pontefici mecenati. Dopo essere stato a lungo proprietà dalla famiglia Colonna, fu acquistato del Cavaliere Giuseppe Balestra, e successivamente dell’antiquario Ugo Jandolo, prima di essere scelto da Benito Mussolini nel 1929 per ospitare la rappresentanza diplomatica italiana presso la Santa Sede. Nelle sale ogni anno viene celebrata la ricorrenza della firma dei Patti Lateranensi, cerimonia alla quale partecipano le più alte cariche dello Stato Italiano, il Presidente della Repubblica, i Presidenti di Senato, Camera e Corte Costituzionale, il Presidente del Consiglio, e le alte gerarchie della Santa Sede e della Conferenza Episcopale Italiana.

 
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