Brigita, la hostess da migliaia di like: con le sue immagini porta i suoi fan in giro per il mondo
di Federica Macagnone
Brigita Jagelaviciute, 23enne hostess lituana della compagnia aerea Emirates, è perfettamente consapevole di essere una privilegiata: pur non essendo milionaria vive a Dubai, conduce un'esistenza a cinque stelle, gira il mondo tutto l'anno. A ben guardare non è nulla di diverso da quello che vivono tante altre hostess, ma lei è talmente entusiasta del suo lavoro, che le consente di visitare i luoghi più splendidi del pianeta, da doverlo comunicare al mondo, postando a ripetizione foto e filmati dei suoi viaggi su Instagram sotto il profilo "@imbrigita": un entusiasmo contagioso, evidentemente, visto che finora ha collezionato quasi 70mila follower, attratti non solo dagli scenari (passeggiate sotto le palme, nuotate sotto le cascate, visite alla Grande Muraglia e via dicendo) ma anche da lei, che appare in quasi tutti gli scatti e non è certo una ragazza che passa inosservata.«Nell'ultimo anno - racconta - ha fatto 80 viaggi e sono già stata in 74 Paesi, ma questo è ancora solo il 30% del mondo, ho ancora tanto da viaggiare, tanti luoghi da scoprire, anche se ci sono molti posti in cui mi piace tornare, come le Seychelles, Singapore e Parigi. Senza contare New York: c'è qualcosa di magico nella Grande Mela, l'energia e il trambusto della città mi ha sempre ispirato molto».
 
 


«Ricordo benissimo - continua - il momento in cui ho deciso che avrei voluto diventare una hostess. Ero all'aeroporto di Nizza, e quando ho visto i membri dell'equipaggio di un volo Emirates con i loro bellissimi cappelli rossi sono rimasta folgorata: in quell'attimo ho capito che volevo essere una di loro. Anche perché io odio la routine e adoro i cambiamenti continui: non mi piace svegliarmi sempre alla stessa ora e fare sempre le stesse cose per cinque giorni alla settimana in attesa che arrivi il weekend. Questo lavoro mi permette di vivere ogni giorno in maniera diversa, in posti nuovi, incontrando nuove persone con cui allacciare amicizie che a volte diventano durature. Credo che viaggiare sia la migliore forma di educazione che si possa ricevere».

«Certo, non è tutto rose e fiori - dice Brigita - Ci sono anche i momenti in cui ti senti solo. E c'è il jet lag, l'aspetto più difficile del lavoro con cui bisogna convivere: attraversare in continuazione tanti fusi orari è estenuante, non è cosa per i deboli di cuore. È difficile perfino spiegare cosa si sente a chi non l'hai mai provato. Bisogna adattarsi rapidamente ai bruschi cambiamenti delle temperature, dei fusi orari, della luce, degli scenari: non è facile, neanche per chi ha lavorato per tanti anni in questo settore. Poco tempo fa, ad esempio, nella stessa settimana sono stata in Giappone e in Brasile: nonostante abbia già viaggiato parecchio, mi sentivo completamente stralunata. Ma è l'altra faccia della medaglia, e non resta che accettarla».
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